Pitta ‘nchiusa – Pitta ‘mpigliata


E’ doveroso partire con una premessa per questa ricetta. Nonostante sia un dolce tipico natalizio calabrese per me e la mia famiglia questo dolce è del tutto nuovo. Infatti, dopo essermi informata sull’origine di questo dolce pare che ci sia una certa similitudine con la pitta ‘mpigliata, spesso indicata come lo stesso dolce. Allora cercherò di fare un po’ di ordine. La pitta ‘nchiusa è un dolce natalizio di origine crotonese che racchiude delle roselline con all’interno un ripieno di fichi e frutta secca. La pitta ‘mpigliata invece, che è tipica del cosentino e più precisamente di San Giovanni in Fiore, sembrerebbe essere il piatto originario da cui poi è derivata la pitta ‘nchiusa e che probabilmente ha più che altro qualche differenza nel ripieno. Risale addirittura al 1700 e  viene anche citata in un documento dell’epoca, per la precisione del 1728:

…a far la bocca dolce ai commensali penserà la famiglia dello sposo, che a fine pranzo dovrà offrire la pitta ‘mpigliata preparata anzitempo curando che la stessa sia di finezza giusta.
Pitta è una parola di origine greca e originariamente infatti si trattava di una focaccia che gli antichi popoli italici e i Romani offrivano alle divinità nelle celebrazioni che avvenivano nei templi. Ma anche la parola Pita, che è stata aggiunta nei dizionari italiani piuttosto recentemente, si riferisce ai Balcani ed alla cucina greca e può avere un legame con la nostra Pitta, che infatti nel greco moderno significa dolce o torta.
IMG_8042cPer questa ricetta ritengo sia importante precisare che è quella sperimentata da mia madre e che quindi potrebbe non rispecchiare quella originale. Ma in realtà quella originale pare sia impossibile da trovare, perchè come spesso accade per ricette che si tramandano nei secoli, c’è sempre qualcosa che cambia. A tal proposito vi rimando alle sammartine, che come vedrete è una ricetta che ha molto in comune con questo dolce.

 

INGREDIENTI per la pasta:

  • 500 g di farina 00
  • 150 ml di olio d’oliva
  • 2 uova
  • 1 bustina di lievito per dolci o ammoniaca alimentare
  • un pizzico di sale
  • 1 bicchiere circa di vermouth o vino moscato
  • 150 g di zucchero

INGREDIENTI per il ripieno: (in questo caso è stato usato il ripieno delle sammartine)pitte

Tra le ricette che invece ho visto gli ingredienti usati sono:
  • gherigli di noci
  • mandorle sgusciate
  • uova sultanina
  • miele
  • cannella
  • chiodi di garofano

PREPARAZIONE della pasta:

Sbattete le uova intere insieme alla zucchero. Unite l’olio e continuate a sbattere. Versate nella farina disposta a fontana  e aggiungete l’ammoniaca  che dovrà essere sciolta in circa mezzo bicchiere di acqua tiepida oppure il lievito, impastate e aggiungete piano piano il vermouth. Impastate tutto. La pasta non deve essere dura. Stendetela con il mattarello o con la macchinetta. Deve essere molto sottile!

PREPARAZIONE del ripieno:

Tritate tutta la frutta secca e aggiungete un cucchiaio di cannella e uno di chiodi di garofano. Aggiungete poi il miele per amalgamare tutta la frutta e fatela riposare per qualche minuto.

PREPARAZIONE:

Stendete la pasta in strisce lunghe circa 30cm e larghe almeno 7. Mettete al centro cucchiaiate di ripieno e piegate i bordi della pasta verso il ripieno. A questo punto avvolgetela su se stessa per formare la rosellina. Dovreste farne 7 per una teglia di 28 cm. Una sfoglia poi dovrete farla per coprire la teglia, bordi compresi.

Nella foto che vedete, la nostra pitta è risultata più piena, prima di tutto perchè nel ripieno sono stati usati i fichi secchi e poi perchè è stata utilizzata la macchinetta come quella per tritare la carne, per tritare i fichi appunto.

Se decidete di aggiungere o meno i fichi, potete comunque cospargere il ripieno tra le roselline, dopo averle disposte nella teglia precedentemente imburrata. Quindi infornate a 180° per 30 minuti circa.

IMG_8045cChiunque di voi conosca un’altra ricetta, un’altra storia o semplicemente vuole condividere la propria ricetta della PITTA, lasciatemi un commento!
Buon Appetito🙂

15 comments

  1. Mia madre le fa tutti gli anni da tradizione come prima mia nonna (ora non ce la fa più), nell’impasto non mette uova e nel ripieno non mette il miele in generale è simile🙂

  2. Ciao io aspettavo questa ricetta, però quella che mi regalavano a natale quando abitavo in Calabria mi pare fosse diversa,sia nell’impasto che nel ripieno,non c’erano uova,e non c’era il miele,ricordo che aveva un sapore di buccia d’arancia,però ho perso la ricetta che mi aveva dato.comunque proverò la tua sarà buona sicuramente anche se diversa.Buona serata.Gio

  3. L’aspetto è veramente notevole, come interessante è la storia che hai raccontato sull’origine.
    Le ricette, di tipo orale, variano nel tempo e nei gusti. Di sicuro ce ne saranno altre che si differenziano dalla tua.

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