Il latte quagliato o cagliato


Sapete che sembra che in realtà il vero frutto proibito sia il fico e non la mela? Voi vi chiederete, che cosa ha a che fare con un food blog questo…ma tutto nasce dal fatto che quello di cui vi parlo in questo post mi ha fatto andare a cercare un po’ delle notizie sull’albero del fico, le sue proprietà e così mi sono soffermata su un passo dell’Antico Testamento, dove Eva indica l’albero di fico come l’albero del peccato..

“…Curvato il ramo fino a terra, presi del frutto e ne mangiai. E in quello stesso istante mi si aprirono gli occhi e mi accorsi che ero nuda della giustizia di cui (prima) ero rivestita […] Quanto a me, cercavo nella mia parte (di paradiso) delle foglie con cui coprirmi la pudenda, ma non ne trovai sugli alberi del paradiso, giacché non appena ne avevo mangiato, tutti gli alberi (che si trovavano) nella mia parte avevano perso le foglie, ad eccezione di uno solo, il fico. Presene delle foglie, me ne feci delle coperture, e si trattava degli stessi alberi dei quali avevo mangiato!”

Foglie di fico
Foglie di fico

Dopo questa premessa storica, vi parlo di una ricetta che molti di voi troveranno  un po’ strana, almeno credo. Si tratta di una zuppa che mangiavo da piccola e ogni tanto mangio tutt’ora più o meno 3 volte l’anno, ma come cerco di fare per cose tipiche dalle mie parti che molti di voi potrebbero non conoscere, cercherò di raccontarvi un po’ la storia di questa zuppetta di latte.

La premessa di questo post è che io ho sempre odiato il latte. Mia madre cercava sempre di convincermi in vari modi di bere un po’ di latte “che ha il calcio e fa bene alle ossa”…ma io, non ne volevo sapere perchè prorio a me non piaceva.  Quando però la mia nonna preparava con il latte intero e fresco, appena munto, questa zuppetta di latte con dei pezzetti di pane raffermo allora le cose cambiavano.

Voi potreste ben dire, non bevevi il latte e poi mangiavi questa cosa, come è possibile? Eh si! Questa zuppertta mi piaceva e mi piace ancora un sacco!

Si tratta infatti di un latte quagliato o cagliato grazie al lattice che è presente nei rami dell’albero di fico. Questa secrezione lattiginosa e biancastra, acida e appiccicaticcia che infatti funge da caglio e quindi una volta bollito il latte lo fa addensare.

Pare che anche i greci lo utilizzavano per fare i formaggi.

Ci hanno regalato un litro di latte fresco e mi sono fatta dunque raccontare da mia nonna come è nata questa zuppetta di latte che, in dialetto calabrese , mi ha spiegato.

“ Non è che è una zuppetta che l’ho inventata io. Un tempo non è che ci fosse poi molto da mangiare, ma gli animaliletti, una capretta, una pecorella, ce l’avevamo tutti. Ed il latte si aveva tutti i giorni, quello non mancava mai. Quando lo bollivo, prendevo un paio di rami di fico dal giardino qui davanti (u naci) e facevo uscire il latte, il siero. Quando il latte era pronto ben caldo lo mettevo dentro..

Ma non lo lavavi il rametto, nonna?

Particolare dell'interno del ramo, detto NACI
Particolare dell’interno del ramo, detto NACI

No no, senza lavarlo, lo usavo così. Una volta non c’era la sporcizia di oggi, sai. L’aria era più pulita… lo mettevo nel latte. Prima tagliavo il pane a pezzetti, anch il pane del giorno prima e lo mettevo nella supperella (piatto fondo per zuppa) con un paio di cucchiai di zucchero e poi versavo il latte caldo. Una volta non c’erano mica le fette biscottate ed anche se c’erano non sempre tutti si potevano permettere di comprarle, perchè costavano. Ora comunque ci passo un panno sopra e lo pulisco, si appoggiano tanti animaletti…

E poi che facevi?

Mettevo il ramo di fico nel latte bollito ed al rametto avevo nel frattempo fatto degli altri tagli così il latticello usciva da più parti. E quella era la nostra colazione. A volte il latte era tanto da consumare o non lo finivamo e lo lasciavo filtrare dal siero e così facevo la ricotta. E la si mangiava la sera, perchè non si buttava mai niente. Avevo il latte fresco tutte le mattine e dopo due o tre giorni, quando ne avevo abbastanza facevo il formaggio. Delle belle pezzottelle di formaggio venivano.

Vedi che questo rametto non ha tanto latte? Perché questo non è il momento giusto per usarlo. Il momento ideale è quando la pianta è piena di foglie. Ora è spoglia, però non ti preoccupare, per quagliare questo poco latte che vuoi farti basta e avanza. Comunque, si può usare anche il limone al posto del pezzo di ramo. Un paio di gocce e si quaglia. E se proprio vuoi, anche il latte comprato al supermercato si quaglia, io non ci ho mai provato ma tante persone mi hanno detto che l’hanno fatto. Perché ora il latte fresco chi te lo dà? Chi le ha le caprette o le pecore?

E finisce così, con aria di disappunto, il racconto di mia nonna, mentre io mi fiondo a mangiare la zuppetta di latte e pane che tanto mi piace.

INGREDIENTI per due persone:

  • 400 ml di latte
  • 3 cucchiai di zucchero
  • 3/4 fette di pane
  • 1 pezzo di ramo di fico o il succo di mezzo limone

PREPARAZIONE:

Far bollire il latte e versarlo sul pane tagliato a pezzetti con lo zucchero. Mettere il pezzo di ramo tagliato in più punti o qualche goccia di limone e attendere fino a quando il latte comincia ad addensarsi! Ci vorranno un paio di minuti.

10 comments

    • Grazie! in effetti l’intento del post è più raccontare la storia che c’è dietro questa zuppetta e sono contenta che sia arrivato questo. E tu deciditi presto a fare qualche formaggio morbido! 🙂

  1. Ciao tortedinuvole! Mi hai fatto venire in menti dei ricordi passati.. Mia non faceva lo suppone di latte per i stessi motivi di tua nonna (perche prima non avevano altro e i soldi erano pochi), non c’entra nulla il fico, ma è del latte mangiato con del pane, di qualche giorno magari, caffè e zucchero. Buonissimo!
    Per quanta riguarda il fico, ti posso dire che io una volta ho provato questa cosa della cagliata ma con del succo di limone e con alcune gocce di latte di ficco combinati insieme (ho una piccola pianta di fico) con del latte non fresco, ma addirittura a lunga conservazione, non avendo altro in quel momento. Comunque mi venne la cagliata anche se sicuramente non come sarebbe stata con del latte fresco suppongo.
    “Oggi abbiamo tutto e non sappiamo fare niente”.
    Grazie per il avermi fatto ricordare queste cose 🙂 buona serata

  2. Mi hai fatto ritornare alla mia infanzia: ricordo che mia nonna aveva due caprette che spesso portava in giro a pascolare con noi nipoti. Che divertimento!!! E con il latte prodotto mia madre faceva il formaggio e la ricotta. Quando, però, era poco, siccome sin da piccola ho adorato la ricotta, mi faceva questa “zuppetta” esattamente con il procedimento che hai descritto tu: deliziosa!!!

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